Tossicodipendente..?? Alcolista..?? Disabile..??
Adolescente..??
In questi anni l’esperienza dell’Associazione Letizia
ci ha insegnato come le diversità può diventare uno
strumento terapeutico per l’altro.
Il progetto viene definito Teatro e diversità
per il seguente motivo.
Il valore terapeutico delle arti è ormai assodato da anni
e trova la sua massima espressione nel dispositivo teatrale: il
teatro “mette al centro l’uomo”,
nella sua totalità, lo obbliga a rompere tutte le resistenze
che il mondo esterno gli (im)pone, diviene motore di cambiamento
fisico e psichico, stimola la crescita personale attraverso il confronto
nel gruppo e nel caso specifico di bambini, ragazzi portatori di
handicap e tossicodipendenti diventa scena dell’accoglienza,
strumento di lavoro su alcune abilità più o meno compromesse
a partire dalla consapevolezza di sé, dei propri limiti,
delle proprie potenzialità, un luogo dove tutto è
possibile!
Inoltre si vuole mettere in evidenza la valenza educativa del percorso
teatrale come strumento per la consapevolezza di sé adatto
a persone di ogni età. In particolare questo aspetto si manifesta
attraverso l’inserimento del laboratorio teatrale nelle attività
con i disabili allo scopo di formare i ragazzi alla cultura teatrale
e delle arti espressive, anche come possibili spettatori.
Pertanto si propone un progetto formativo di ampio respiro che,
per queste premesse, si presenti oltre che come strumento di formazione
teatrale, soprattutto come stimolo di riflessione sul tema della
disabilità e la tossicodipendenza come forme nuove di opportunità.
Ecco quindi il desiderio di attivare un vasto progetto di teatro
rivolto a bambini ma anche giovani e adulti disabili, alle loro
famiglie e agli operatori del settore.
“Si può fare teatro ovunque purché si trovi
il luogo in cui viene a crearsi la condizione fondamentale per il
teatro: ci deve essere qualcuno che ha individuato qualcosa da dire
e ci deve essere qualcuno che ha bisogno di starlo a sentire. Quello
che si cerca dunque è la relazione.
Occorre che ci siano dei vuoti, non nasce teatro laddove la vita
è piena, dove si è soddisfatti.
Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dei vuoti, delle differenze,
ossia dove la società è frantumata, dispersa, in cui
la gente è ormai priva di ideologie, dove non ci sono più
valori; in questa società il teatro ha la funzione di creare
l’ambiente in cui gli individui riconoscono di avere dei bisogni
a cui gli spettatori possono dare risposta.
Quindi ogni teatro è pedagogia.”
(J. Copeau)
|